Temporali inconsolabili.
“Scrivi.” mi hai detto un giorno.
E io sprofondai nel terrore. Scrivere è terribile, scrivere è spogliarsi, mostrarsi, riversare le proprie interiora su un foglio. Scrivere mi avrebbe fatto piangere, e io non volevo piangere. Ma vedi? Ora scrivo, e fa sempre male, ma fa anche bene. Tu mi hai insegnato che non bisogna ragionare troppo, che devo lasciar fluire via le parole e non c’è un modo giusto. Mi hai insegnato che se mentre scrivo mi viene da piangere, allora ho imboccato la strada giusta.
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Alle medie ero perdutamente cotta di questo tipo, che era uno tra i ragazzi più popolari della scuola. Non credo lui provasse un sentimento analogo per me, eppure ero tra le persone più odiate della mia classe perché passavamo tanto tempo assieme. Eravamo seduti vicini, durante le ore di educazione fisica - che io boicottavo puntualmente causa pigrizia - lui mi chiedeva sempre di tenere la sua maglia o la catenina che portava al collo. Ricordo ancora i movimenti isterici con cui le due ragazze della mia classe notoriamente perse per lui mi strappavano le sue cose di mano, a volte. Lui si arrabbiò, un giorno, e gridò loro di non toccare la sua roba. Mi detestavano ed io, perfidamente fiera della loro gelosia, mi crogiolavo nella mia posizione privilegiata, abilissima nel nascondere i miei sentimenti.
Ad ogni modo poi dopo le scuole medie non ci siamo mai più rivisti, l’anno scorso siamo finiti non so come a scambiarci l’amicizia su Facebook ma nulla più di questo. Quindi oggi me ne andavo beatamente in bicicletta lungo il viale del mio parco, pensando al nulla e dovendo avere - in virtù di questo - un’espressione particolarmente ebete. D’improvviso mi par di vedere un petto nudo in lontananza che viene nella mia direzione e questo, ovviamente, mi strappa bruscamente dai miei pensieri nonsense. Anche perché era proprio un bel corpo quello che si dirigeva verso di me, se capite cosa intendo. Prima che io possa focalizzare l’attenzione sul suo viso, è la sua voce che mi raggiunge. “Ciao Noemi” ed io lo guardo. “Ciao” rispondo, e lui fa un sorriso ammiccante. È bellissimo come un Adone, con i suoi capelli scuri e ricci, la sua pelle ambrata e quegli occhi di carbone. Il cuore mi è sprofondato non so dove ma ho finto indifferenza; è stato un attimo, questione di secondi, che a raccontarlo sembra un’eternità, o forse è stata un’eternità per me. Mi ha turbata esattamente come riusciva a turbarmi quando eravamo i due ragazzini che si coprivano a vicenda quando la professoressa ci beccava a ridere e bisbigliare durante le lezioni. Vorrei poter studiare la chimica dei corpi umani per capire cosa ci sia alla base di certe reazioni sconcertanti.

21 ore fa // il mondo dell'ovatta - ormoni? - troppo tempo da single o troppa bellezza oggettiva in un unico essere? - superquark - + 1
1 giorno fa jujuseed + 56215
Si chiama spirito libero colui che pensa diversamente da come, in base alla sua origine, al suo ambiente, al suo stato e ufficio o in base alle opinioni dominanti del tempo, ci si aspetterebbe che egli pensasse. Egli è l’eccezione, gli spiriti vincolati sono la regola.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano  (via doppisensi)
1 giorno fa + 76
1 giorno fa englishsnow + 7463
1 giorno fa + 3405
1 giorno fa beta-radiation + 711610
1 giorno fa fullcravings + 1565
I know the night is not the same as the day: that all things are different, that the things of the night cannot be explained in the day, because they do not then exist, and the night can be a dreadful time for lonely people once their loneliness has started.
Ernest Hemingway, A Farewell to Arms (via larmoyante)
1 giorno fa larmoyante + 4303

Water lilies, Claude Monet.

1 giorno fa my-water-lilies + 56830
1 giorno fa malyshevel + 70194